Il nostro cliente si immaginava un bagno diverso da tutti gli altri, da progettare in uno spazio di circa 10 mq., con una finestra e la porta.

Giorgio, il consulente CVB che lo ha accolto in showroom a Treviso, ha subito pensato a MAKRO per la proposta innovativa della collezione MAKRO SYSTEMS che permette nuove opportunità di progettazione a partire da un articolato programma di elementi (vasche sotto piano, docce, docce-hammam, lavabi, contenitori e specchi in differenti misure e finiture) con la possibilità di sviluppare innumerevoli soluzioni tecnico estetiche per creare un ambiente architettonico e tecnologico veramente unico, con veri e propri sistemi realizzati con nuove e inedite soluzioni tipologiche, compositive e materiche per l’ottimizzazione di ogni spazio, dal più grande al più piccolo.

Il progetto per la parte relativa al sistema vasca + doccia è stato preparato da MAKRO in collaborazione con Giorgio, che lo ha poi inserito nel Percorso Progettuale CVB per accompagnare il cliente in tutti i passi della progettazione del nuovo bagno, che in questo caso si è sviluppata in 4 incontri in showroom a Treviso nel giro di 2 mesi.

Sanitari: DEA IDEAL STANDARD
Vasca e box doccia: MAKRO SYSTEMS BY MAKRO
Mobili: ARCOM
Rubinetteria e complementi: FANTINI
Pavimenti e rivestimenti: scelti dal cliente
Colori: scelti dal cliente

L’installatore che già collaborava con CVB è stato scelto dal cliente e ha ricevuto da Giorgio le schede tecniche di tutti i prodotti utilizzati nel progetto, potendo così consegnare il bagno finito dopo i 45 giorni concordati e un cantiere di 10 giorni.

La collezione MAKRO SYSTEMS by MAKRO ci ha permesso di realizzare per il nostro cliente molto più di una semplice area deputata al benessere, bensì un bagno che è diventato una composizione di elementi architettonici ad alta tecnologia in cui si integrano perfettamente estetica e funzionalità, un’isola di bellezza, eleganza e fluidità con i vari elementi caratterizzati dal disegno rigoroso ma anche armonioso e con materiali nobili accostati in maniera elegante all’alta tecnologia.

L’elemento integrato vasca + doccia Makro Systems by Makro è ottenuto dall’unione dei due prodotti tramite una lavorazione tecnica che garantisce la perfetta tenuta idraulica: è personalizzabile e realizzabile in tre diverse configurazioni.

Il progetto CVB è partito da questo rendering 3D che posiziona sulla piantina i vari elementi utilizzati per dare al cliente l’esatta percezione degli ingombri.

La parola a Giorgio Carniato, Consulente CVB arredo bagno

Abbiamo proposto la collezione MAKRO SYSTEMS BY MAKRO per avere a disposizione diverse tipologie di prodotto (vasca-doccia, vasca-lavabo, vasca-doccia-lavabo) e sviluppare così un progetto specifico a seconda degli spazi, delle esigenze e dei gusti del nostro cliente, privilegiando elementi compatti che riuniscono funzioni diverse in un unico sistema.

Il progetto è stato personalizzato con scelte concordate tra un’ampia gamma di misure e finiture, come vetro verniciato lucido e satinato, legno termo trattato, marmo, solid surface ed ecocemento.

Il nostro cliente ha apprezzato la proposta CVB anche in ottica di risparmio energetico, perchè tutte le lavorazioni e i sistemi di posa in opera della collezione MAKRO SYSTEMS BY MAKRO sono progettati, sia per le strutture interne che per le finiture, con l’utilizzo di materiali resistenti all’umidità, riciclabili e facilmente rigenerabili, come tutti i legni che provengono da siti che prevedono programmi di riforestazione.

Una centrale termica che sparisce in una apposita nicchia esterna ti aiuta a non sprecare preziosi mq di superficie interna per ospitare i serbatoi di accumulo e tutti i componenti necessari all’impianto.


Con una caldaia tradizionale si può ridurre l’accumulo dell’acqua perché anche con prelievi importanti la potenza che il generatore mette a disposizione per il reintegro è massima, ma con una pompa di calore che mediamente ha una potenza massima disponibile molto inferiore, si ha bisogno di un maggiore accumulo di acqua calda sanitaria per sopperire ai carichi di punta, che la pompa non riesce a sopperire autonomamente, a maggior ragione con le temperature esterne più rigide che contribuiscono all’ abbassamento del suo rendimento.

Un accumulo importante di 300 litri, suddiviso in 2 serbatoi da 150 litri, si è rivelato l’ideale in un nuovo condominio in centro a Mogliano Veneto con impianti a pompa di calore di piccola potenza aventi le unità esterne posizionate negli appositi spazi per gli appartamenti al piano terra, e posizionate nella copertura del fabbricato per gli appartamenti al piano primo e attico.

L’idea vincente proposta da CVB Professional al costruttore è stata quella di sistemare in ogni appartamento i 2 serbatoi di accumulo in appositi vani esterni sui terrazzi, con una nicchia costruita e chiusa con 2 porte in modo da isolare i serbatoi dalle basse temperature esterne durante i mesi invernali e per consentire l’accesso ai tecnici di manutenzione senza la necessità di sostare all’ interno dell’appartamento.

All’interno della nicchia sono stati posizionati i 2 accumuli da 150 lt collegati in parallelo con il sistema a ritorno inverso che assicura lo stesso passaggio d’acqua in entrambi gli accumuli. E’ stato alloggiato un accumulo inerziale per l’acqua tecnica, calda in fase invernale e refrigerata in fase estiva, la valvola deviatrice che gestisce la priorità dell’ACS, i vasi di espansione necessari e il circolatore elettronico di rilancio all’impianto.

La nicchia con le varie tubazioni pronte al collegamento: si nota come la finitura delle pareti interne sia stata facilmente realizzata insieme alla finitura generale dello stabile. Una volta finita la rasatura del capotto è stato fissato il telaio che, terminati tutti i collegamenti, è stato completato con l’installazione delle due porte isolate.

Le porte non sono fatte con la classica lamiera verniciata dei sistemi ad incasso proposti oggi sul mercato, ma costruite quasi come un serramento con pannello sandwich isolato di alluminio per contenere al meglio le dispersioni termiche dei 2 serbatoi interni e con la serratura di sicurezza che permette l’accesso a un eventuale tecnico di manutenzione.

 

 

La parola al costruttore, Natascia – titolare di G.C. Srl di Mogliano Veneto

 

Nel nostro nuovo edificio residenziale, caratterizzato da tutti gli accorgimenti più attuali in fatto di risparmio energetico e comfort, non volevamo sprecare mq della superficie interna degli appartamenti per accogliere i serbatoi di accumulo necessari per gli impianti a pompa di calore. La soluzione di CVB Professional sposa a pieno la scelta d’architettura del fabbricato.

La parola all’installatore, Giampietro Sartori – Semenzato Termoidraulica Snc di Sartori e Cenedese

 

E’ stata la prima volta che mi sono trovato a realizzare un sistema così innovativo, sia per quanto riguarda l’utilizzo spinto delle pompe di calore che per la tecnica completamente ad incasso, il tutto mantenendo contenute spese di installazione. Posso dire che nella realizzazione sono stato seguito passo dopo passo da CVB, che mi ha supportato anche nel dialogo con l’elettricista per la realizzazione dell’impianto elettrico e nell’ organizzazione dei collaudi finali.

Il focus tech di Mauro Baldin

 
Con questa idea progettuale abbiamo superato le limitazioni dell’offerta delle aziende di settore, che arriva a proporre sistemi a incasso con al massimo 150-180 litri e quindi con tutte le limitazioni che ne conseguono quando si tratta di prelievi importanti di acqua calda sanitaria integrati solamente da pompe di calore di piccola taglia, rendendo adatto il sistema a famiglie numerose o a vasche da bagno di grandi dimensioni.

L’acciaio smaltato è una tecnologia evoluta per oggetti dal design esclusivo e dalle forme innovative, che non ingialliscono e non si graffiano facilmente: acciaio e vetro sono due materiali naturali e autentici, da secoli apprezzati ed utilizzati ciascuno per le sue qualità uniche. L’acciaio è sinonimo di stabilità, resistenza e robustezza, mentre il vetro è particolarmente resistente alle sollecitazioni chimiche e termiche e vanta un’estetica eccellente.

La robustezza dell’acciaio e la resistenza del vetro si legano indissolubilmente nell’ acciaio smaltato, che unisce i pregi di entrambi i materiali in una simbiosi perfetta esaltata dalla disponibilità di più colori, diventando così un materiale specifico per soluzioni di qualità destinate a privati e centri benessere, al settore alberghiero e nautico, dove il prodotto può essere sottoposto a sollecitazioni e trattamenti intensivi.

 

Piatto doccia Scona: la forma sensuale e armoniosa dalla geometria arrotondata, la copertura dello scarico rotonda e centrale, il filo pavimento e la leggera pendenza della superficie della doccia esaltano lo stile minimale contemporaneo dell’ambiente bagno.

La magia del colore KALDEWEI per una molteplicità di abbinamenti cromatici: 12 tonalità opache e 5 colori lucidi.

Le navi da crociera più prestigiose hanno una vasca idromassaggio in acciaio smaltato sul balcone privato: per esempio sulla Celebrity Soltice le vasche “Conoduo” con sistema idromassaggio Vivo Turbo offrono agli ospiti un relax esclusivo.

Il PRIMO PREGIUDIZIO: L’ACCIAIO SMALTATO SEMBRA FREDDO AL TATTO. Ricordiamoci che qualsiasi solido, liquido o gas, è in grado di ricevere e dare energia termica per contatto o per radiazione: l’acciaio e lo smalto ceramico (vetro) scambiano quindi l’energia termica molto più velocemente della plastica, comportando un aumento della percezione di benessere grazie alla superficie calda al tatto, ma in pratica senza controindicazioni e fastidiose sensazioni.

IL SECONDO PREGIUDIZIO: L’ACCIAIO SMALTATO SI GRAFFIA E ARRUGGINISCE. Lo smalto vetro ceramico ha una durezza superficiale tra le più alte nella scala di Mohs, e quindi non può essere scalfito da elementi di uso quotidiano, come i detergenti a contenuto abrasivo. L’acciaio smaltato viene piegato a freddo e non ha punti deboli, mentre lo smalto che si ottiene con una cottura ad alta temperatura fa si che le scheggiature risultino difficili, resistendo anche ai raggi UV senza cambiare colore, al calore del fuoco e ai prodotti corrosivi come l’acetone.

Meisterstuck Conoduo: la vasca smaltata e senza fughe permette una collocazione a piacere nella stanza da bagno, senza più limiti alle soluzioni e alle emozioni

Lavabo da appoggio Cono 4cm: I lavabi della famiglia Cono rappresentano la simbiosi perfetta di estetica e praticità. Il Design dello scarico smaltato ne sottolinea la geometria di base, la tecnologia del troppopieno integrato entra in simbiosi con l’eleganza e l’armonia delle linee nette.

 

Superplan, il piatto doccia dal carattere purista: pur mantenendo una linea classica, si integra nel design armonioso dell’incasso a filo pavimento, esaltandone i materiali quali il gres porcellanato effetto legno. La profondità ridotta della vasca e lo scarico angolare smaltato ne sottolineano il carattere purista e ne esaltano il taglio moderno.

Il sistema di montaggio riduce i tempi con la massima precisione di isolamento, grazie alla complanarità con i rivestimenti a terra per la posa a filo pavimento a regola d’arte

 

La parola al produttore

 

 

 

L’acciaio smaltato KALDEWEI è unico, perchè KALDEWEI è l’unico produttore al mondo ad aver sviluppato una propria formula per lo smalto con il controllo di tutta la catena del valore, dallo smalto stesso alla deformazione dell’acciaio, fino al suo rivestimento.

Fondata nel 1918, esporta in tutto il mondo soluzioni di bagno Made in Germany e, collaborando con importanti studi di design come quello di Sottsass Associati di Milano o Phoenix Design di Stoccarda e Tokio, ha portato l’acciaio ai limiti delle forme tecniche realizzabili, con la sperimentazione di linee morbide e sinuose, come la linea Meisterstuck Emerso firmata da Arik Levy.

Per quanto riguarda l’igiene, le superfici smaltate di KALDEWEI non hanno eguali perché l’eccezionale superficie inorganica, priva di porosità, impedisce l’assorbimento di sporcizia e grassi non consentendo lo sviluppo di micro organismi: si possono quindi utilizzare tutti i prodotti detergenti in commercio per la pulizia dell’ambiente bagno facilitando in maniera significativa la manutenzione ordinaria.

 

La parola all’architetto Diego Alì Santoro, Consulente CVB arredo bagno 

 
L’acciaio smaltato rappresenta un valore duraturo, che si vede, si percepisce e si apprezza nell’utilizzo quotidiano. L’acciaio e lo smalto ceramico (vetro) sono totalmente riciclabili, con il primo che mantiene un valore economico inalterato nel tempo e il secondo completamente ecosostenibile.

I prodotti di arredo bagno in acciaio smaltato sono dotati delle stesse caratteristiche superficiali delle cabine doccia in cristallo, delle piastrelle e della ceramica. Utilizzando quindi vasche, piatti doccia e lavabi KALDEWEI si viene a creare un effetto estetico di continuità su tutto l’ambiente bagno.

Nel mondo dell’interior design una coerente filosofia del materiale e la progettazione formale sono fondamentali per studiare la fruizione quotidiana di qualsiasi ambiente ad uso domestico. La stanza da bagno, luogo essenziale e funzionale, è il vero cuore della casa dove curare il proprio corpo, recuperare energia e ritemprarsi: per questo motivo eleganza, accoglienza e comfort devono essere le linee guida per la sua progettazione.

Nei nostri showroom di Treviso, Vicenza e Castelfranco i Consulenti CVB Arredobagno hanno sviluppato un apposito percorso progettuale per accompagnare clienti e installatori nel percorso ottimale per la realizzazione del nuovo bagno, partendo dall’analisi della piantina, degli stili e della destinazione d’uso, proseguendo con il dimensionamento 3D e continuando con sanitari, vasche e box doccia, mobili, rubinetteria e complementi, pavimenti e rivestimenti, per finire con la scelta dei colori, passo dopo passo, decisione dopo decisione, per centrare tutte le aspettative del committente.

 

Una nuova alternativa semplice e anche economica per uffici, centri direzionali, scuole, ospedali, centri commerciali, ristoranti, cinema e teatri.

I condizionatori ROOFTOP concentrano tutti i componenti dell’impianto in un unico involucro  e nascono con qualità, prestazioni e livelli sonori garantiti dal costruttore.

Una prerogativa di queste unità è quella di poter essere facilmente sollevate fino al luogo di installazione e posate su appositi telai predisposti in anticipo con lo scopo di agevolarne il posizionamento: in questo modo è immediato il raccordo delle macchine alle canalizzazioni di ripresa e di mandata precedentemente realizzate.

Il ROOFTOP per il teatro di Scorzè sul trasporto dal magazzino CVB.

Le unità ROOFTOP non sono macchine a composizione modulare, bensì prodotti standard personalizzabili con i diversi optional offerti dai costruttori: al vantaggio di avere macchine collaudate in fabbrica e quindi con garanzia di prestazioni, si possono contrapporre i limiti dei trattamenti standard dell’aria offerti dal progetto delle macchine, che in alcuni casi non sono adatte per trattare ambienti caratterizzati da carichi latenti elevati, che si possono trovare in settori specifici dell’industria.

I ROOFTOP, nella loro versione più semplificata, si compongono essenzialmente di una sezione di trattamento dell’aria e di una sezione moto-condensante/evaporante del refrigerante: tutta la componentistica, proprio per la caratteristica di essere applicata alle intemperie, è racchiusa in un involucro di lamiera ad alta resistenza all’ossidazione e tenuta all’acqua.

Nella prima sezione trovano posto le serrande di ricircolo e dell’aria esterna, i dispositivi filtranti, la batteria di raffreddamento/riscaldamento dell’aria ad espansione o condensazione di refrigerante e infine l’unità ventilante, generalmente costituita da un ventilatore plug-fan.

Nella seconda sezione sono localizzati i compressori frigoriferi, più frequentemente di tipo scroll on-off ed in un numero tale da consentire una più rigorosa parzializzazione del carico frigorifero. Oltre ai compressori, sono applicate tutte le componenti classiche dei circuiti frigoriferi, le batterie di condensazione o evaporazione del refrigerante, i filtri disidratatori, le spie del liquido, le valvole solenoidi e le unità ventilanti, più spesso dotate di ventilatori di tipo assiale a velocità variabile per ottenere un basso impatto acustico e un contenuto consumo di energia elettrica.

Nel caso del teatro Elios di Scorzè l’unità di condizionamento ROOFTOP è ad alto rendimento con recuperatore termodinamico marca CARRIER 50 EH 0360HEE R410A MRC11, realizzata con circuito frigorifero reversibile a pompa di calore aria-aria, in grado di consentire il raffreddamento degli ambienti durante la stagione estiva, di riscaldarli durante quella invernale e il ricambio d’aria con recuperatore termodinamico. 

Il ROOFTOP estrae l’aria viziata e immette aria di rinnovo climatizzata e purificata mediante filtri elettronici ad alta efficienza, in grado quindi di neutralizzare PM10, batteri, pollini. La tecnologia della pompa di calore reversibile dotata di un compressore comandato da un inverter con regolazione continua di capacità permette il recupero termodinamico attivo dell’aria viziata, utilizzata dunque come sorgente termica, con vantaggio del ciclo termodinamico e dell’efficienza energetica. Il sistema di ventilazione a controllo elettronico consente il funzionamento a portata costante, oppure variabile in base alla qualità dell’aria rilevata. Il tutto senza l’impiego di combustibili fossili, linee gas e in ultima analisi con una riduzione di oltre il 50% delle emissioni di CO2.

 

 

L’Amministrazione Comunale di Scorzè, avviava nel 2015 i lavori di ristrutturazione per l’adeguamento del cinema-teatro ELIOS ALDO’ prevedendo anche il rifacimento dell’impianto di climatizzazione. La platea del teatro ospita 279 posti a sedere di tipo fisso, distribuiti in 4 settori con un massimo di 11 posti per fila e di 8 file per settore. La struttura si sviluppa su due livelli fuori terra e un piano semi-interrato, destinato esclusivamente a locale tecnico, posto a quota inferiore di circa 60 cm rispetto alla quota del pavimento del piano terra.

Originariamente la sala e la zona palcoscenico erano servite da un impianto di riscaldamento dedicato del tipo  ”a tutt’aria”, alimentato dalla centrale di trattamento aria ubicata in locale tecnico al piano seminterrato avente le seguenti caratteristiche: portata di mandata 15000 mc/h; portata di ripresa 14000 mc/h. L’UTA distribuiva l’aria mediante una serie di canalizzazioni terminanti in due grandi griglie di mandata, poste ai due lati della sala in prossimità del palco, in due zone concentrate impedendo una distribuzione dell’aria ottimale. L’unità di trattamento era alimentata da una caldaia a gas metano avente una portata termica pari a 193 kW, che alimentava anche l’impianto a ventilconvettori e radiatori dell’ingresso e dell’area destinata a camerini.

L’impianto realizzato ha previsto nuove canalizzazioni di mandata e ripresa, nuovi anemostati di mandata distribuiti nella parte alta dei due lati della sala, nuove bocchette di mandata per la zona palco e di nuove griglie di ripresa di cui, due posizionate in basso a filo pavimento sotto il palco per favorire la circolazione dell’aria soprattutto nel periodo invernale quando l’aria calda tende a stratificare verso l’alto, e due a soffitto al termine della sala per favorire la circolazione in tutto il locale, tutte di primaria marca così da ottimizzare la diffusione dell’aria sia dal punto di vista della penetrazione del lancio che della rumorosità d’esercizio. La rimanente parte dell’impianto è rimasta inalterata, garantendo la climatizzazione nei locali atrio, corridoi e camerini mediante i ventilconvettori o i radiatori esistenti.

 

Pianta piano Terra

Pianta del piano seminterrato

La parola al progettista, l’ing. Letizia Niero dello Studio Associato di Architettura e Ingegneria di Scorzè (VE).

 

L’unità di trattamento aria preesistente, installata nel 1983, era adibita al solo riscaldamento della platea e del palco e non garantiva a pieno la sicurezza funzionale e i livelli prestazionali richiesti per la specifica destinazione d’uso della struttura.  Nel corso dell’intervento di ristrutturazione del teatro si è ritenuto pertanto necessario installare un’unità in grado di raffrescare oltre che riscaldare i locali frequentati dal pubblico. 

Poichè la normativa vigente, a fronte di elevati ricambi di aria esterna, come nel caso in esame, prevede l’installazione di un recuperatore di calore, si è di fatto riscontrata l’impossibilità di installare una UTA all’interno. Pertanto la scelta si è orientata sull’utilizzo di un ROOFTOP con recupero in grado di fornire riscaldamento, raffrescamento e ricambio aria. Nello specifico è stato prescelto un’unità con batteria calda aggiuntiva per soddisfare le esigenze del locale anche in caso di guasto nel periodo invernale o nel caso di condizioni atmosferiche particolarmente avverse o nebbiose e umide, alimentato dalla caldaia esistente con una pompa di nuova generazione ad alta efficienza e a portata variabile.

Nel Caso del teatro Elios l’unità di condizionamento ROOFTOP è ad alto rendimento con recuperatore termodinamico marca CARRIER 50 EH 0360HEE R410A MRC11, realizzata con circuiti frigorifero reversibile a pompa di calore aria-aria in grado di consentire il raffreddamentodegli ambienti durante la stagione estiva, di riscaldarli durante quella invernale e il ricambio d’aria con recuperatore termodinamico.

L’allestimento prevede l’espulsione di una certa quantità di aria esausta prima di integrare il flusso con una portata d’aria di rinnovo. Inoltre è previsto un recuperatore termodinamico che permette il recupero dell’energia termica contenuta nel flusso d’aria espulso, in regime sia estivo sia invernale.

L’allestimento si compone inoltre di una serranda di by-pass del recuperatore, che consente di operare in free cooling. Inoltre è prevista una batteria ad acqua alimentata dalla caldaia esistente a gas, che funziona soprattutto in presenza di temperature dell’aria esterna estremamente rigide.

Il recupero sull’aria in espulsione consente da un lato di alzare la temperatura di evaporazione e quindi di diminuire la frequenza degli sbrinamenti in inverno, dall’altro di abbassare la temperatura di condensazione in estate, alzando sensibilmente l’efficienza globale in entrambe le stagioni.

Il focus tech di Mauro Baldin

 

Le unità ROOFTOP rappresentano la soluzione ideale per la climatizzazione di ambienti di media e grande cubatura a destinazione commerciale e industriale come ad esempio ristoranti, supermercati, centri commerciali, cinema e teatri, ecc., in quanto garantiscono elevata qualità dell’aria e comfort ambientale, semplicità di installazione, bassa rumorosità, con l’incremento di efficienza e il rispetto dell’ambiente garantiti dall’impiego del refrigerante R410A.

L’esperienza e la capacità progettuale della CVB garantiscono a tutti gli installatori un accesso privilegiato anche a queste tecnologie, spesso ritenute a torto disponibili solamente alle grandi aziende di impiantistica supportate dal produttore.

I condizionatori autonomi condensati ad aria, prerogativa dell’impiantistica semplificata degli anni ’50 – ’70, si sono evoluti raggiungendo gradi di precisione nel controllo delle condizioni termoigrometriche ambientali tali da renderli sempre più efficacemente applicabili nei contesti commerciali ed industriali di piccola e grande volumetria.

L’incremento della richiesta di potenza frigorifera unitaria e la necessità di ridurre l’impatto acustico all’interno degli ambienti hanno determinato l’evoluzione dai condizionatori ad armadio, spesso installati negli stessi ambienti da climatizzare, alle unità ROOFTOP, cioè macchine sviluppate appositamente per essere installate all’esterno degli edifici.

Nella sostanza, i ROOFTOP vengono considerati delle unità di trattamento d’aria a zona singola adatti per tutti quegli impieghi in cui non vi siano particolari condizioni ambientali da soddisfare.

Ce ne sono tante versioni che si differenziano principalmente per il tipo di generatore termico utilizzato dal monoblocco. Ne esistono in sola pompa di calore o con modulo a gas integrativo (un bruciatore a gas in integrazione per la parte invernale). C’è anche la possibilità di avere una batteria aggiuntiva ad acqua, sempre come integrazione termica, nei casi dove ci sia la presenza di un generatore ausiliario.

 

 

CVB ti posiziona da protagonista nel punto di incontro tra la tecnologia, il comfort e il risparmio, per farti rendere conto degli spazi d’ingombro necessari, sentire il grado di rumorosità dei vari componenti in funzione, valutare le dimensioni della pompa di calore, apprezzare l’estetica dei pannelli di comando e analizzare le possibili impostazioni, sentendo a distanza il calore che sviluppa il radiante a parete e a soffitto.

Il generatore di calore è costituito da una pompa di calore di tipo monoblocco, che assicura l’installazione facile e veloce, senza bisogno di interventi nel circuito frigorifero.

La pompa di calore non è solo una moda, ma è soprattutto una necessità

Possiamo liberarci dai combustibili fossili con un forte beneficio per la nostra bolletta energetica e per l’inquinamento atmosferico: la pompa di calore batte la caldaia per uno a zero!

Il ruolo dell’accumulo inerziale è quello di garantire i litri minimi di acqua tecnica contenuti nell’impianto, oltre ad assicurare la compensazione idraulica tra il circuito primario e quello secondario. Il bollitore di acqua calda sanitaria è con serpentino superiore adatto per pompe di calore (superficie di scambio maggiorata) e serpentino inferiore per circuito pannelli solari. La circolazione dell’acqua dopo l’inerziale è garantita da un circolatore installato a valle dell’accumulo, mentre una valvola miscelatrice servo comandata con elettronica di controllo incorporata e display frontale assicura la miscelazione caldo-freddo del circuito radiante parete-soffitto. Una valvola a 3 vie deviatrice gestisce il riscaldamento con priorità all’acqua calda sanitaria.

Il circuito del solare è stato completato con il gruppo di circolazione, la centralina elettronica, il vaso di espansione e il miscelatore termostatico.

La sezione di Ventilazione Meccanica Controllata, con recuperatore e deumidificatore, linea di distribuzione dell’aria ed elettronica di gestione, garantisce il funzionamento abbinato con il sistema radiante per assicurare il miglior comfort con qualsiasi condizione climatica esterna o interna. 

Più comfort, più igiene, più risparmio energetico: aria nuova nelle nostre abitazioni con un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC).

Pensavi di sapere già tutto sulla VMC?

La parete radiante e il soffitto radiante permettono di provare direttamente la sensazione piacevole in riscaldamento e in raffrescamento. 

I sistemi a pannelli radianti per il riscaldamento e il raffreddamento offrono una soluzione confortevole ed efficiente dal punto di vista energetico

Più comfort per dare più valore alla casa

Il mercato potenziale dell’efficienza energetica per alcuni anni secondo i dati più recenti sarà in forte espansione, e dipende come già in altri momenti di discontinuità tecnologica dalla consapevolezza del cliente finale, dalla disponibilità di forme di incentivazione e dall’evoluzione di tutta la filiera, in particolare dell’installatore che già oggi può intercettare una parte rilevante della domanda residenziale, ma spesso con un profilo di competenza e una propensione all’innovazione ancora troppo ridotti.

L’esperienza unica di CVB Professional è disponibile in Veneto per risolvere tutti i dubbi e fare conoscere tutto quanto è necessario per un impianto integrato di ultima generazione: solo in questi ultimi 3 anni abbiamo supportato i nostri installatori in più di 500 progetti ad alto valore tecnologico, sempre con ottimi risultati in termini di efficienza energetica e di comfort abitativo.

 

Il focus tech di Mauro Baldin

 
Supportando i nostri installatori abbiamo potuto capire a fondo le esigenze dell’utente finale nell’era della tecnologia espressa al massimo per tutti i prodotti che entrano in un impianto: abbiamo sviluppato il nostro modello di progettazione CVB che dà valore alla semplificazione del sistema, intesa non come riduzione dell’efficienza o dei servizi offerti, bensì come facilitazione nell’utilizzo anche delle tecnologie più innovative, in modo che possano così realmente facilitare la nostra vita di tutti i giorni nel comfort più elevato.

 

 

Un nuovo capannone industriale da 1800 metri quadri a Castelfranco Veneto: la linea di distribuzione interrata di adduzione caldo-freddo dalla centrale termica fino ai collettori dell’impianto radiante a pavimento è lunga 200 metri, 100 per l’andata e 100 per il ritorno.

L’installatore Euroservice srl su consiglio di CVB ha realizzato l’impianto utilizzando le tubazioni preisolate Aquatherm TI invece del tubo tradizionale per teleriscaldamento, garantendo al committente un risparmio economico del 40% .

 Poichè  le tubazioni dovevano essere interrate con la necessaria tranquillità per la durata nel tempo,  la scelta del sistema Aquatherm, che garantisce una posa agevole, veloce e in tempi ristretti come sempre oramai capita in tutti i cantieri, è stata dettata anche dall ’elevata efficienza energetica e dall’ assenza di problemi di corrosione nel tempo, grazie alla tubazione interna di servizio a bassa dilatazione (additivata con fibra composita che riduce la dilatazione del 78% rispetto ad altre tubazioni plastiche), e all’ isolamento con poliuretano ad alta densità e al polietilene esterno di protezione.

Vantaggi del sistema AQUATHERM TI:  Tubazione di servizio con ridotta dilatazione, grazie alle fibre nello strato intermedio isolamento in poliuretano alta densità, continuo e ad alta efficienza. Tubazione priva di rischi da qualsiasi tipo di corrosioni nel tempo (da infiltrazioni o correnti vaganti). Tempi di posa ridotti grazie al peso ridotto nella movimentazione e ai tempi brevi necessari per la saldatura a regola d’arte. Gamma di diametri (dal d.32 int. /90 est. al d.355 int./500 est.) e raccorderia dedicata atta a soddisfare tutte le esigenze impiantistiche nelle distribuzioni preisolate interrate.

  

E’stato utilizzato materiale AQUATHERM TI Preisolato BLUE pipe SDR11 con diametri interni  90/75/63/50 e relativi kit di ripristino isolamento e raccorderia filettata e flangiata per i collegamenti ai componenti dell’impianto.

Le tubazioni erano comprensive delle derivazioni a TEE, sempre preisolate, necessarie per i vari stacchi ai collettori dell’impianto.

Tratti di trincea dedicata alle linee impiantistiche.

L’impianto radiante a pavimento.

La parola all’installatore

 
La posa ha richiesto solamente quattro giorni lavorativi, compreso il collaudo in pressione. Non abbiamo avuto problemi particolari, se non quello di lavorare in uno scavo dedicato con qualche cambio di direzione improvviso. Il materiale usato si presta molto bene a questo tipo di lavorazioni perchè è molto più leggero rispetto alle tubazioni metalliche di pari diametro: anche le operazioni, quindi, sono risultate semplificate dato che le saldature vengono compiute con un polifusore e non con bombole e cannello”.

 

Tutti ormai diamo per scontata la tecnologia delle pompe di calore, ma pochi conoscono i veri motivi che spingono al suo utilizzo sempre più intensivo.

Il sole invia sulla terra una quantità immensa di energia ogni giorno, che in parte può essere captata direttamente sotto forma di energia solare termica, trasformata poi in calore utilizzabile, o fotovoltaica, trasformata in energia elettrica. Si tratta però di forme di energia disponibili solo nelle ore di insolazione diretta: è quindi indispensabile continuare a sviluppare queste tecnologie per migliorarne il rendimento.

 La restante parte di energia inviata sulla terra dal sole viene assorbita dall’ aria, dalla terra e dall’ acqua. Questa energia è utilizzabile soprattutto per il mantenimento del comfort all’ interno degli edifici, spendendo del lavoro per portarla da un livello basso e quindi non utilizzabile ad un livello più alto e utilizzabile, con un possibile risparmio di energia da fonti fossili che può variare dal 30 al 50%.

Pompa di calore

Se consideriamo che circa 1/3 di tutta l’Energia consumata nei paesi sviluppati è destinata al comfort degli ambienti (riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, qualità dell’aria), è evidente come con le giuste tecnologie siano perseguibili forti risparmi di energia da fonti fossili per una maggior salvaguardia dell’ambiente.

L’architettura e le tecnologie di costruzione influiscono in maniera significativa sui consumi necessari a mantenere livelli di comfort adeguati all’ interno degli edifici. Le campagne di sensibilizzazione e di penalizzazione dei consumi energivori non indispensabili stanno portando a risultati molto concreti nei paesi più sensibili, mentre in altri si continua con consumi pro capite ancora troppo elevati.

L’edilizia rappresenta ben il 40% del fabbisogno energetico dell’UE: il maggior potenziale di risparmio energetico, con un buon rapporto costi benefici, si ha nei settori residenziale (abitativo) e commerciale (terziario) in parte per la notevole quota di consumi totali ad essi ascrivibili, con stime di risparmio energetico rispettivamente del 27% e 30%.

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La tecnologia delle pompe di calore a ciclo annuale, non nuova ma ancora poco utilizzata in Italia, è invece già molto sviluppata in altre parti dell’Europa e comunque in continuo sviluppo poiché è in grado di dare un forte contributo al raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico, di gran lunga il modo più efficace per migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento di energia con la riduzione delle emissioni di CO2.

Questi sistemi hanno un’efficienza superiore ai sistemi convenzionali e quindi sono in grado di contribuire significativamente al miglioramento dell’ambiente in cui viviamo perché:

  • utilizzano un’importante fonte di energia rinnovabile (aria, acqua, terreno) in linea con gli obiettivi fissati dalla Commissione Europea
  • contribuiscono alla riduzione di anidride carbonica immessa nell’atmosfera
  • contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo della riduzione dell’utilizzo delle fonti non rinnovabili
  • permettono una riduzione della dipendenza dalle fonti energetiche fossili (non rinnovabili) di cui l’Italia è dipendente per l’85% dei suoi fabbisogni.

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Il piano d’azione 20/20/20 per l’efficienza energetica della Commissione Europea prevede un pacchetto di misure intese a consentire all’UE di imboccare la strada giusta. Gli obiettivi fissati dal Consiglio della Unione Europea nel febbraio del 2007 prevedono l’adozione di misure già disponibili, per concretizzare entro il 2020 il potenziale di un risparmio energetico pari al 20%.

  1. Il 20% della riduzione dei consumi si potrà ottenere utilizzando tecnologie esistenti ad alta efficienza energetica
  2. Il 20% della riduzione delle emissioni di CO2 è strettamente collegato alla riduzione della quantità di fonte primaria utilizzata (meno combustibile = meno emissioni)
  3. Il 20% di rinnovabili: il raggiungimento di questi obiettivi deve avvenire attraverso un sistema combinato di utilizzo di energie rinnovabili e di razionalizzazione energetica

CVB insieme ai suoi partner propone da sempre sistemi con pompe di calore, conquistando un ruolo da protagonista con più di 1500 impianti realizzati: la selezione delle aziende e dei prodotti offerti è frutto di una ricerca continua che dura da anni e che ci permette di offrire prodotti con la più alta qualità sempre al prezzo più competitivo.

Il nostro successo negli impianti con pompe di calore si basa soprattutto sull’ accurato dimensionamento preliminare da parte dei nostri tecnici, che tiene conto di tantissimi fattori tra cui la classificazione energetica dell’immobile, la tipologia di impianto termico, la zona climatica della costruzione, le esigenze di comfort del committente e il rendimento del generatore scelto. La valutazione attenta di tutti questi fattori e la capacità di mettere a sistema i prodotti più adeguati, crea l’impianto in pompa di calore ottimale, in grado di garantire il miglior comfort climatico interno con qualsiasi condizione climatica esterna.

Il focus tech di Mauro Baldin

 
Il freddo polare che è arrivato in Italia in queste ultime settimane ha portato le temperature esterne fino a 10 gradi sotto lo zero, anche qui da noi  in Veneto. Una temperatura esterna così rigida porta la pompa di calore a lavorare in condizione estreme, che in caso di mal dimensionamento nella fase di scelta del generatore potrebbe fare emergere qualche problematica con disagi più o meno gravi.
Grazie alla nostra progettazione preliminare molto attenta con le soluzioni e le tecniche più opportune, tutti gli impianti realizzati dai partner CVB continuano a funzionare meglio anche in condizioni estreme, mantenendo sempre uno standard di comfort molto elevato. 

Mauro Baldin

Lo sapevi che puoi fare un impianto a energia rinnovabile anche in presenza di radiatori ad alta temperatura?

Le pompe di calore ad assorbimento a gas metano soddisfano i requisiti minimi richiesti in materia di energia rinnovabile fondendo insieme i vantaggi delle tecnologie già presenti, la caldaia a condensazione e quella della pompa di calore tradizionale elettrica.

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 Questo tipo di generatore trova l’applicazione più conveniente nelle riqualificazioni degli impianti termici quando i terminali sono radiatori ad alta temperatura, con l’impossibilità di riadeguare l’impianto utilizzando sistemi radianti a bassa temperatura.

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Il consumo medio di combustibile per metro quadro di superficie riscaldata garantisce una riduzione dei costi del 45 % rispetto alle caldaie in uso.

La necessità di avere alta temperatura per il riscaldamento sbarra la strada all’ installazione di pompe di calore tradizionali elettriche. Inoltre se si volesse avere una quota importante di energia rinnovabile, la Robur K18 risulta il prodotto ideale, in quanto si tratta di una pompa di  calore che usa l’aria già presente nell’ambiente, quindi sempre disponibile e rinnovabile e non deve sottostare alle restrizioni della normativa degli F-Gas, in quanto usa refrigeranti naturali non oggetto di restrizioni e obblighi di dichiarazione.

 

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Il bruciatore multi gas è utilizzato per scaldare la soluzione assorbente-refrigerante provocando la separazione dei due componenti per evaporazione del refrigerante nella colonna di distillazione. Il complesso bruciatore-colonna di distillazione viene definito generatore e nelle macchine ad assorbimento sostituisce il compressore tipico delle apparecchiature a compressione di vapore. Il vapore di refrigerante uscente dal generatore alla temperatura di circa 100°C, attraversando il rettificatore si separa dalle ultime parti d’acqua presenti ed entra alla temperatura di circa 90°C nello scambiatore di calore a fascio tubiero, il quale nella stagione invernale assume il ruolo di condensatore-assorbitore della macchina.

In questa parte del circuito lo scambiatore di calore funge da condensatore del refrigerante, il quale cede all’acqua dell’impianto di riscaldamento il calore latente di condensazione. Questo passaggio di stato del refrigerante costituisce quindi il primo effetto utile della macchina. Il refrigerante uscente dalla sezione di condensazione attraversa una prima sezione di laminazione, uno scambiatore di calore “tubo in tubo” e una seconda sezione di laminazione dove progressivamente, attraverso successive diminuzioni di pressione e di temperatura, è portato alle condizioni ideali per cambiare nuovamente di stato passando alla fase gassosa.

Nella batteria alettata (evaporatore) infatti il refrigerante, prelevando calore dall’aria dell’ambiente esterno, evapora. In questa parte del circuito la pompa di calore importa all’interno del ciclo una porzione di energia rinnovabile aerotermica. E’ interessante sapere che il refrigerante utilizzato dalle pompe di calore GAHP nella batteria alettata può evaporare alla pressione atmosferica anche alla temperatura di -33°C.

Questa caratteristica termodinamica del refrigerante consente di prelevare energia rinnovabile dall’aria anche quando la temperatura di quest’ultima raggiunge valori fortemente negativi, permettendo quindi di non aver bisogno di caldaie di back up.

L’ammoniaca evaporata nella batteria alettata, dopo essersi surriscaldata nello scambiatore “tubo in tubo”, entra nel pre-assorbitore e nell’assorbitore dove, incontrandosi con l’assorbente nebulizzato (l’acqua), dà luogo alla razione di assorbimento vera e propria.

Nel pre-assorbitore e nell’ assorbitore tale energia viene parzialmente utilizzata per pre-riscaldare la soluzione acqua-ammoniaca prossima a rientrare nel generatore e per cedere al fluido termovettore dell’impianto termico una considerevole quantità d’energia termica che costituisce il secondo effetto utile della macchina.

La soluzione acqua ammoniaca uscente dallo scambiatore di calore viene inviata dalla pompa delle soluzioni nuovamente al generatore. Nel generatore ricomincia quindi il ciclo frigorifero descritto.

 

La pompa di calore a metano a energie rinnovabili viene normalmente installata in residence, in abitazioni mono e bi-familiari sia di nuova costruzione che già esistenti, anche con uno scarso isolamento, in uffici e realtà commerciali tipo GDO, purchè con una richiesta di carico idoneo, considerando quindi il carico termico dell’edificio e del tipo di servizio richiesto.

GDO: CARREFOUR ITALIA

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I numeri delle 9o pompe di calore ad assorbimento a metano ed energia rinnovabile aerotecnica, anche reversibili, installate presso i 20 punti vendita Carrefour l 74 GAHP-A + 16 GAHP – AR 

Energia rinnovabile utilizzata:  963.700 kWh/anno
Emissione CO2 elevata rispetto alle caldaie:  316,6 Ton
Automobili in meno in circolazione:  144
Messa a dimora di alberi:  43.261
Risparmio di TEP  (Tonnellate Equivalenti di Petrolio):  150,6 Tep

 

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La pompa di calore Robur K18 può essere utilizzata per l’acqua calda sanitaria e per il riscaldamento dell’abitazione: la potenza termica effettivamente resa di 18,9 kw permette di riscaldare edifici di 150/180 mq anche se l’edificio è scarsamente isolato.

Per poter procedere all’applicazione delle unità K18 bisogna tener conto delle temperature di mandata massime possibili: per il riscaldamento 65°C, considerando non solo le condizioni climatiche ma anche le tipologie dei terminali presenti in funzione della curva climatica e 70°C per l’ACS. La temperatura di mandata non deve essere considerata un limite negli impianti a radiatore, in quanto molto spesso le superfici dei radiatori sono notevolmente sovradimensionate e non tengono conto del comportamento dinamico dell’edificio.

Per la sostituzione di un impianto termico esistente con una pompa di calore ad assorbimento è possibile accedere alle detrazioni fiscali: il 65% per acquisto e installazione con una detrazione fino a 30.000 euro e 30% di tutte le spese di ristrutturazione, fino a un massimo di 48.000 euro.

CVB vuole accompagnare tutti gli installatori nel passaggio verso le nuove tecnologie aiutandoli nella scelta migliore per i loro clienti.  CVB Professional  è un team di esperti in grado di proporre a installatori, progettisti e costruttori sistemi integrati con soluzioni che aumentano il valore dell’abitazione, prendendo il meglio che i vari produttori hanno in catalogo e integrandoli in un progetto in grado di garantire il miglior risultato in termini di comfort abitativo con il minor dispendio di risorse.

 

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Il focus tech

Queste pompe di calore sono di facile installazione e richiedono una manutenzione minima se non nulla, e permettono generalmente di dimezzare le spese di riscaldamento con
un’efficienza pari al 169% in funzione di 3 regole fondamentali:

  1. La temperatura di mandata deve essere commisurata alla richiesta di calore, in quanto l’efficienzMauro Baldina della pompa di calore è proporzionale alla differenza di temperatura tra fonte evaporante (temperatura aria esterna) e fonte condensante (temperatura acqua impianto riscaldamento). Più aumenta questo delta di temperatura minore risulta l’efficienza.
  2. E’ necessario ridurre il numero delle accensioni frequenti nei periodi di basso carico.
  3. La pompa di calore deve avere un controllo accurato attraverso il Controllore di Sistema che gestisce la produzione di acqua calda sanitaria e il riscaldamento. Se tutto il sistema è progettato e dimensionato correttamente, non c’è la necessità di ulteriori fonti di calore integrative.